Vai al contenuto

Lun–ven 9–13 e 15–19, sabato 9–12:30

Chiama il 039 531 0955

Dati e sicurezza Approfondimento

Hard disk o SSD non rilevato: cosa controllare

Disco interno o esterno che non compare: i controlli da fare in ordine, cosa non toccare in Gestione disco e quando fermarsi per non perdere i dati.

7 min di lettura Livello: intermedio Pubblicata il

Illustrazione: hard disk aperto, SSD M.2 e cavo SATA scollegato con una lente

Se il PC non vede più un hard disk o un SSD, il primo controllo è il più banale: cavo, porta e alimentazione. Subito dopo guarda in Gestione disco, e lì vale una regola sola: se il disco contiene dati che ti servono, non inizializzarlo e non formattarlo, anche se Windows te lo propone. Se invece il disco fa dei click ripetuti, spegnilo e non provare altro.

Prima regola: il disco fa rumori strani?

Avvicina l’orecchio al disco esterno o al PC. Un hard disk meccanico in salute fa un leggero fruscio e qualche ticchettio durante la lettura: è normale. Seagate spiega che un singolo click secco può anche essere il parcheggio delle testine, per esempio allo spegnimento. Diverso è il caso di click forti e ripetuti, colpi metallici o rumori di sfregamento: secondo il produttore indicano probabilmente un problema fisico, e l’uso continuato può danneggiare i piatti dove sono scritti i dati.

Attenzione: se il disco clicca a ripetizione o gratta, spegnilo e scollegalo subito. Non riprovare a collegarlo “un’ultima volta”, non scuoterlo, non lanciare programmi di recupero. Ogni tentativo fa lavorare testine e piatti già danneggiati e può rendere il recupero dei dati più difficile o impossibile. Seagate stesso consiglia, se i dati ti servono, di rivolgerti a un servizio di recupero dati prima di fare qualsiasi prova.

Gli SSD non hanno parti in movimento e non fanno rumore: quando si guastano spariscono semplicemente dal sistema. Per capire se un disco sta dando segnali di cedimento prima di arrivare a questo punto, leggi come capire se l’hard disk sta per rompersi.

Hard disk esterno non rilevato: cavo, porta, alimentazione

Con i dischi esterni USB la maggior parte dei problemi nasce dal collegamento. Prova in quest’ordine, fermandoti appena il disco ricompare:

  1. Scollega il disco e ricollegalo. Se c’è un alimentatore separato, controlla che sia acceso e collegato alla presa.
  2. Collegalo a una porta USB direttamente sul PC, non a un hub o a una prolunga. Microsoft spiega che alcune porte, e soprattutto gli hub, non danno abbastanza corrente ai dischi USB.
  3. Prova un altro cavo. I cavi si rovinano spesso, specie quelli corti e piegati dei dischi portatili.
  4. Spegni il PC, spegni il disco se ha l’alimentatore, poi riaccendi prima il PC e dopo il disco.
  5. Collega il disco a un altro computer. Se non funziona nemmeno lì, il problema è quasi certamente nel disco e non nel PC.

Seagate segnala anche che un disco che emette un bip intermittente, nella maggior parte dei casi, non riceve abbastanza corrente: cavo, porta o alimentatore sono i primi sospettati.

Hard disk o SSD interno non rilevato

Per un disco interno il discorso è simile, ma si lavora dentro al PC. Se ti senti sicuro e hai un PC fisso:

  1. Spegni il PC e stacca la spina prima di aprire il case.
  2. Controlla che il cavo dati SATA e quello di alimentazione siano inseriti bene su entrambi i lati. Se puoi, prova cavi diversi di cui sei sicuro.
  3. Per gli SSD M.2, verifica che siano inseriti a fondo nello slot e fissati con la loro vite.

Sui portatili aprire il fondo non è sempre semplice e su alcuni modelli rischi di rompere i ganci o i connettori. In quel caso è meglio fermarsi qui.

Il disco compare nel BIOS/UEFI?

Il BIOS o UEFI è il programma che parte prima di Windows. Riavvia il PC e premi il tasto per entrarci, di solito Esc, CANC, F1 o F2: il tasto esatto lo trovi nel manuale del produttore. Cerca l’elenco delle unità di archiviazione e controlla se c’è il tuo disco, riconoscibile dal modello.

  • Il disco non compare nemmeno nel BIOS: o c’è un problema di collegamento, o il disco non risponde più. Seagate suggerisce di controllare i cavi, provarlo su un altro computer o in un box esterno. Se non viene visto neanche così, è un guasto del disco.
  • Il disco compare nel BIOS ma non in Windows: l’hardware risponde, quindi il passo successivo è Gestione disco.
  • Il disco è quello di sistema e il PC non avvia Windows: qui il problema cambia natura; guarda la guida sull’errore Boot device not found e quella su Windows che non si avvia.

Gestione disco: cosa guardare e cosa NON fare

Gestione disco è lo strumento di Windows che mostra tutti i dischi collegati, anche quelli che non compaiono in Esplora file. Per aprirlo fai clic destro sul pulsante Start e scegli Gestione disco. Se hai appena collegato un disco esterno, puoi usare Azione > Ripeti analisi dischi.

Cosa vedi in Gestione discoCosa può significareCosa fare
Disco OfflineWindows lo vede ma non lo usaClic destro sul disco e scegli Online
Partizione Integro ma senza lettera (tipo E:)Manca solo la lettera di unitàClic destro sulla partizione, Cambia lettera e percorso di unità, aggiungi una lettera
Disco Non inizializzatoFirma del disco mancante o danneggiata, oppure guasto hardwareSe ci sono dati, non inizializzarlo
Partizione RAWFile system non riconosciuto o danneggiatoSe ci sono dati, non formattarla
Spazio Non allocato su un disco che conteneva fileTabella delle partizioni persa o danneggiataNon creare un nuovo volume

Il punto più delicato è il disco “Non inizializzato”. Windows ti mostra subito la finestra per inizializzarlo e sembra la cosa giusta da fare. Non lo è: Microsoft avverte che l’inizializzazione di un disco già usato elimina i dati, e che la formattazione di un volume distrugge tutto il contenuto della partizione. La stessa cosa vale per una partizione RAW, quando Windows ti propone “Devi formattare il disco prima di poterlo usare”: rispondi Annulla.

Questi comandi vanno bene solo per un disco nuovo o per un disco i cui dati non ti interessano più. Ignora anche le partizioni chiamate Partizione di sistema EFI o Partizione di ripristino: servono al PC per avviarsi e non vanno toccate.

Software di recupero dati: sì o no?

Dipende dallo stato del disco, ed è la domanda che decide se i tuoi file si salvano.

  • Sì, con prudenza: se il disco è sano dal punto di vista fisico, non fa rumori, si vede in BIOS e in Gestione disco e il problema è logico (file cancellati, partizione RAW o persa). Microsoft stessa ricorda che esistono app per provare a recuperare i dati, e per il suo strumento Windows File Recovery precisa che l’unità di destinazione deve essere diversa da quella di origine. Quindi salva i file recuperati su un altro disco, mai su quello da recuperare, e non installare programmi su quel disco.
  • No: se il disco clicca, gratta, si scollega da solo, rallenta il PC fino a bloccarlo o sparisce durante la lettura. Un programma di recupero legge tutto il disco, settore per settore, per ore: su un disco meccanicamente danneggiato è proprio lo sforzo che può finire di rovinarlo.
  • No, se non sei sicuro: se i dati sono importanti e il disco ha già dato segni strani, il tentativo fai da te può costare caro. Sapere se i file cancellati sono davvero spariti ti aiuta a capire quando vale la pena aspettare.

Quando fermarsi e portarlo in laboratorio

Fermati e non fare altre prove se il disco fa rumori, se non compare in BIOS dopo aver cambiato cavi e porte, se Gestione disco lo mostra come non inizializzato o RAW e dentro ci sono file che ti servono, oppure se hai già provato un software e il disco ha iniziato a bloccarsi. In tutti questi casi ogni tentativo in più riduce le possibilità. Nella guida completa al recupero dati trovi come si ragiona sui diversi tipi di guasto, e se i dati sono importanti puoi portare il disco al nostro servizio di recupero dati.

Consiglio dal laboratorio: quando porti un disco da recuperare, portalo così com’è, con il suo cavo e il suo alimentatore se è esterno, e scrivi su un foglio cosa hai già provato. Ci aiuta a capire cosa è successo senza ripetere tentativi inutili.

Domande frequenti

Le domande che ci fate più spesso al banco su questo argomento.

Tutte le FAQ
Come faccio a sapere se il mio hard disk sta per rompersi?

Un hard disk non si rompe mai all’improvviso: prima di un guasto definitivo invia diversi segnali che, se riconosciuti in tempo, possono permetterti di salvare i tuoi dati più importanti. Ecco i principali sintomi di un disco rigido in deterioramento: Rumori insolitiSe dall’hard disk provengono suoni come “click” ripetitivi, scricchiolii o un ronzio anomalo, è…

Leggi la risposta completa

Cosa devo fare se il mio computer inizia a fare rumori strani?

Rumori anomali come ticchettii, ronzii, sibili o vibrazioni possono indicare problemi a ventole, dischi o altri componenti. Ignorarli può portare a danni seri o perdita di dati. Ecco come riconoscerli e cosa fare subito. 1. Riconoscere il tipo di rumore Ticchettii / “click” ripetuti (soprattutto in lettura/scrittura): spesso indicano guasti meccanici dell’hard disk. In questi…

Leggi la risposta completa

Fate recupero dati da hard disk danneggiati?

Sì, offriamo un servizio professionale di recupero dati da hard disk danneggiati, ma anche da altri dispositivi di archiviazione (SSD, chiavette USB, schede di memoria, NAS). Il nostro intervento si articola in più fasi: Diagnosi iniziale gratuita: verifichiamo lo stato del dispositivo e valutiamo le possibilità di recupero senza alcun costo per il cliente. Analisi…

Leggi la risposta completa

I file cancellati sono davvero spariti?

Quando elimini un file, non è detto che venga rimosso definitivamente dalla memoria del computer. In molti casi è possibile recuperarlo — a patto di intervenire prima che lo spazio venga sovrascritto. Ecco come funziona davvero la cancellazione e cosa puoi fare per tentare il recupero. 1. Cosa succede quando cancelli un file? In quasi tutti…

Leggi la risposta completa

Preferisci che ci pensiamo noi?

Portalo nel nostro laboratorio di Castello di Brianza: lo guardiamo insieme e ti diciamo cosa conviene fare prima di toccare qualcosa.